Art. 85 – Assenze, permessi e congedo matrimoniale

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Le assenze debbono essere tempestivamente giustificate all’azienda. 

Al lavoratore che ne faccia domanda, l’azienda ha facoltà di accordare permessi di breve congedo per giustificati motivi ed ha altresì facoltà di non corrispondere la retribuzione. Tali brevi congedi non sono computati in conto dell’annuale periodo di riposo. 

In ogni caso al lavoratore che ne faccia domanda, l’azienda dovrà concedere permessi fino al limite di 20 ore all’anno (che potranno essere usufruiti anche frazionatamente) con facoltà di non corrispondere la retribuzione e senza scomputo dall’annuale periodo di ferie. Dieci delle suddette ore verranno retribuite in caso di esami clinici, visite ed interventi speciali-stici. Le ore non retribuite potranno essere usufruite previo esaurimento ROL ed ex festività. 

Le aziende concederanno un permesso retribuito a causa di decesso:

  • del coniuge se legalmente separato;
  • del convivente more uxorio;
  • di parenti entro il II° grado (genitori, nonni, fratelli);
  • di persone anche non familiari conviventi purché la convivenza sia attestata da certificazione anagrafica del lavoratore. 

Tali permessi saranno fruiti nella misura minima di 3 giorni lavorativi all’anno ovvero 4 nel caso che a seguito dell’evento luttuoso il lavoratore debba intraprendere viaggi fuori della provincia in cui abita. 

Salvo quanto previsto dal successivo comma, le aziende concederanno un permesso retribuito a causa di documentata grave infermità del coniuge anche legalmente separato, del convivente more uxorio, di parenti entro il II° grado (genitori, nonni, fratelli), o di altre persone componenti la famiglia anagrafica come dal precedente comma 4; tale permesso sarà nella misura minima di tre giorni lavorativi all’anno. 

Fermo restando che il permesso deve essere fruito entro sette giorni dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità o dall’accertamento della necessità di provvedere ad interventi terapeutici, il lavoratore deve comunicare per iscritto quale sia l’evento che dà titolo al permesso ed i giorni nei quali deve essere utilizzato. 

La documentazione comprovante la sussistenza della grave infermità, rilasciata dal medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato o dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta o dalla struttura sanitaria nel caso di ricovero o intervento chirurgico, deve essere presentata all’azienda entro giorni dieci dalla ripresa dell’attività lavorativa. 

In alternativa a quanto previsto, le aziende concorderanno per iscritto con il lavoratore che ne faccia domanda diverse modalità di espletamento dell’attività lavorativa in presenza di documentata grave infermità che colpisca le persone indicate al comma 5. Nel caso di fruizione dei permessi secondo le forme alternative previste dal presente comma i giorni lavorativi, previsti al comma precedente, potranno essere anche più di tre. 

L’accordo deve prevedere i giorni di permesso sostituiti con le diverse modalità, pari comunque ad una riduzione dell’orario di lavoro complessivamente non inferiore ai giorni di per-messo sostituiti. 

La permanenza della infermità deve risultare da certificazione del medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato o del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta o della struttura sanitaria nel caso di ricovero o intervento chirurgico, certificazione che deve tenere conto del diritto alla riservatezza della persona inferma. 

La riduzione dell’orario di lavoro di cui al presente comma deve essere fruita entro sette giorni dalla insorgenza del fatto che ne dà causa. 

In caso di accertato venire meno dell’infermità, il dipendente è tenuto a riprendere l’attività lavorativa secondo le modalità ordinarie ed il residuo periodo di permesso può essere goduto successivamente nell’arco dell’anno. 

I permessi di cui al presente comma sono cumulabili con altri permessi previsti da altre norme di legge, quali la legge 104/92 e successive modifiche e da altre norme del presente contratto. 

Le aziende concederanno inoltre i permessi richiesti a causa di nascita di figli e saranno tenute a retribuirli per il minimo di un giorno. 

Ai lavoratori sarà concesso un permesso di giorni 15 di calendario, con decorrenza della retribuzione, per contrarre matrimonio. Tale permesso non sarà computato nel periodo delle ferie annuali, salvo migliori condizioni definite a livello aziendale, e dovrà essere richiesto dal lavoratore con un preavviso di almeno 10 giorni antecedenti e fruito nel termine di legge.